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Tappa Successiva
Inizio Tappa VALLI DI COMACCHIO
Arrivo Tappa CASALBORSETTI
 Lunghezza Tappa KM
17,9
Nazione del percorso Italy
Regione Emilia Romagna
Dislivello Salita
8 m
Dislivello Discesa
8 m 
CAI (Diff. Escurs.) E
Percorribilità Foot

 

Tappa 22 – Valli di Comacchio – Casal Borsetti – Tappa che si presta a due itinerari. Il primo va verso Casal Borsetti e il mare, il secondo verso Mandriole (Trafila Garibaldina). In questo caso si potrebbe raggiungere anche Ravenna, con una tappa pianeggiante ma molto lunga.  

VARIANTE ANITA: Da Anita, lasciando l’ostello si percorre Via Valle Umana, poi Via Casso Madonna (i ciclisti possono tornare indietro in Via Madonna del Bosco fino all’argine). Proseguendo in rettilineo, si passa nei pressi di una casa colonica e poi di una cabina elettrica. Si sale sull’argine del fiume Reno fino a Agriturismo Prato Pozzo.  

Da Prato Pozzo, si riprende l’argine del Reno. Poco dopo si arriva all’attracco del traghetto per Sant’Alberto, antico porto fluviale in mezzo alle paludi, oggi bonificate. In caso di bisogno si può prrendere il traghetto e in pochi minuti si è nel centro della cittadina. Poi si può riprendere il cammino sull’argine sinistro del Reno. Per un lungo tratto a destra c’è il fiume Reno e a sinistra le Valli di Comacchio con una notevole varietà faunistica e ancora qualche allevamento di pesce. Sotto l’argine alcune case abitate, altre abbandonate. Un cippo ricorda la “Trafila Garibaldina”; si trivano vecchie e nuove strutture di regimazione delle acque, capanni da pesca con le reti sempre tese sull’argine destro del fiume. Si giunge così alla strada statale che porta lo stesso nome del nostro percorso: Via Romea SS 309 (per i ciclisti l’accesso alla statale può essere difficoltoso). Attraversato il ponte sul Reno si prende la strada che conduce ai capanni da pesca. Presa Via Corriera Antica, si incontra un vialetto che conduce al monumento che ricorda il luogo dove fu sepolta Anita Garibaldi.

VARIANTE TRAFILA GARIBALDINA: attraversato il ponte sul Lamone e arrivati in Via Poggi, anziché proseguire verso la SS 309-Romea si fa l’argine verso ovest. Passato un laghetto vi è una carrareccia verso la Tenuta Augusta. Si incrociano dei canali, si sottopassa la SS 309-Romea, si prosegue fino al ponticello successivo senza passarlo. Così, si raggiunge un canale e si ritorna sulla SS 309-Romea. Di li a poco ci si ricongiunge alla nostra Via Romea Germanica. In totale, questa appendice è di 6,7 km – contro i 10,6 km del percorso principale che comprende Casal Borsetti. La cosa può essere utile se si può alloggiare a Mandriole. Altrimenti sono da mettere in conto due tappe: da Anita a Ravenna, per una lunghezza totale di circa 43,3 km.

Si riprende il cammino fino al Canale Destra Reno (dove si potrebbe fare sosta in località Mandriole). Presa la SP 24 e passato sopra un ponte dotato di chiusa si va in Via Poggi fino ad arrivare alla Strada Statale che deve essere attraversata con moltissima attenzione. Si costeggi il canale su stradina (Via Argine Sinistro Lamone Abbandonato) che diventa sterrata. Presa la pista ciclabile che gira tutt’intorno al porto nuovo e si entra in Casal Borsetti. Un ponticello attraversa il porto-canale. Lì si può andare in spiaggia, sul molo. Più a sud vi è la moderna chiesa parrocchiale di Casal Borsetti.

Punti di interesse

Trafila Garibaldina – La “Trafila” evoca l’insieme di avvenimenti che, tra luglio e agosto del 1849, consentirono a Giuseppe Garibaldi di fuggire da Roma dopo la caduta della Repubblica, passando indenne tra le maglie dell’esercito austriaco. Lo scampo di Garibaldi si rivelò un’operazione estremamente difficile e l’eroe, con al fianco la moglie Anita, gravemente ammalata e sofferente, fu costretto a un avventuroso itinerario attraverso l’Italia centro-settentrionale. Inizialmente erano con lui i legionari che avevano accettato di seguirlo; poi il cammino, per necessità, proseguì solo con un ristrettissimo gruppo di fedelissimi. Tra i luoghi toccati: San Marino, Cesenatico e poi il Polesine ferrarese, perché l’idea iniziale era di raggiungere Venezia, dove la Repubblica di San Marco guidata da Daniele Manin ancora resisteva. Intercettati da forze navali e terrestri austriache, si dovette infatti sbarcare a Magnavacca per ripiegare attraverso le Valli di Comacchio e Sant’Alberto. Presso la Fattoria Guiccioli di Mandriole Anita, stremata, spirò al tramonto del 4 agosto. Il viaggio di Garibaldi proseguì tra casolari, boscaglie, acquitrini, paludi: Sant’Alberto, il Capanno del Pontaccio, la pineta (“dantesca”) di Classe, Ravenna, Ghibullo, Forlì, Terra del Sole, Modigliana… Qui si concluse la parte romagnola della Trafila, che proseguì in Toscana: Passo della Futa, il Molino di Cerbaia, la Maremma e, finalmente, Cala Marittima, che significava salvezza, perché era terra governata dai Savoia. Centinaia di persone di varia estrazione sociale furono protagoniste del salvataggio di Garibaldi. Nessuno volle denaro, nessuno tradì.

Sant’Alberto – A nord di Ravenna, sulle antiche sponde del Po di Primaro (su cui oggi scorre il Reno). È stato circondato dalle Valli di Comacchio fino alla metà circa del Novecento, poi la bonifica del Lamone ha creato terreno fertile, favorendo l’immigrazione di contadini, provenienti soprattutto dai monti dell’Appennino. Con il ripopolamento, il paese ha cambiato identità, passando da borgo bracciantile a contadino. Fondato nel 988 da San Romualdo (fondatore dell’Ordine dei Camaldolesi), era un’area valliva disabitata, all’interno della quale emergevano delle isole. Nel 1001, Romualdo e l’imperatore Ottone III fondarono un monastero annesso all’eremo. Negli anni successivi fu aperto un hospitale per pellegrini (“romei”) che provenivano dall’Alto Adriatico diretti a Roma. Poi arrivarono i Veneziani che così controllavano il commercio del sale e delle derrate alimentari che risalivano la via d’acqua su fino a Parma e Piacenza. Nel XVI secolo fu avviata un’intensa opera di bonifica con l’obiettivo sia di rendere salubre il territorio allontanando dalle abitazioni le malsane acque paludose, sia di ricavare nuovi terreni per la coltivazione. A seguito di queste intense bonifiche sparirono buona parte delle selvagge e incontaminate zone vallive circostanti Ravenna. Da vedere il Palazzone, un edificio costruito dalla famiglia degli Estensi nella prima metà del XVI secolo come presidio militare. Oggi è sede museale dedicata alle Scienze Naturali. Da qui partono, in quanto Centro Visite del Parco del Delta del Po, escursioni a piedi, in bici e in pulmino elettrico alla scoperta delle Valli meridionali di Comacchio, tra cui la straordinaria Oasi di Boscoforte abitata da cavalli Camargue allo stato brado e sorvolata da stormi di fenicotteri.

Casal Borsetti – Al tempo dell’Unità d’Italia c’erano poche tracce di urbanizzazione e nessuno stabilimento balneare. L’unico edificio di una certa importanza era la postazione doganale che serviva da ristoro alle pattuglie sul litorale, denominato “Casello speranza governativo”. Nella seconda metà del secolo XIX ottenne il posto di guardiano Giovanni Borsetti impegnato come sentinella contro i contrabbandieri. Nel 1917 l’aggregato di case che si stava formando fu chiamato “Casal Borsetti”. Nel primo dopoguerra il paese crebbe ulteriormente e cominciò ad ospitare reduci di guerra rimasti senza tetto, braccianti e persone in cerca di un lavoro da tutta la Bassa Romagna. Un piccolo porto, rifugio per le barche, era già stato costruito negli anni passati. Nel secondo dopoguerra anche Casal Borsetti venne raggiunto dalla prosperità. Da allora il turismo è la prima attività economica della località.

Dalle Valli di Comacchio a Ravenna – Ai tempi del Monaco Alberto il percorso principale era, molto probabilmente, l’attuale strada che collega S.Alberto  a Ravenna (S.Alberto, come ancor oggi, si raggiungeva con il traghetto). Vi era un argine percorribile tra due lagune (ora bonificate e coltivate). La scelta di andare verso il mare, a Casal Borsetti, nasce per ragioni di sicurezza dei pedoni e ciclisti (auspichiamo che la questione si possa risolvere presto). Dal punto di vista ambientale, l’andare verso est ci permette di percorre stupende pinete litoranee

Guida Ufficiale della Via Romea Germanica (www.guidaromea.eu)

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Come arrivare

Da aeroporto (BOLOGNA, VENEZIA, MILANO-ORIO, VERONA) a Stazione FS Ferrara   Da Ferrara – stazione FS. Linea bus TPER – 62 km (www.tper.it)

Dove mangiare

Dove dormire

Bike Service

         

Assistenza

 VISIT – EMILIA-ROMAGNA       www.emiliaromagnaturismo.it/it/vie-di-pellegrinaggio/via-romea-germanica
PRO LOCO – Ufficio Turistico Casalborsetti Via delle Viole, 1/a – 48123 CASALBORSETTI-RA 0544 444912 – 0544 442112 proloco@casalborsetti.it www.casalborsetti.it

Foto dalla Tappa

Ravenna

Casalborsetti