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Relive ‘ITA VRG 37 Città della Pieve-Ficulle’

martedì 28° / 21 ° Cmercoledì 37° / 21 ° Cgiovedì 35° / 21 ° C
Inizio Tappa CITTA’ DELLA PIEVE
Arrivo Tappa FICULLE
 Lunghezza Tappa KM
21,7
Nazione del percorso Italy
Regione Umbria
Dislivello Salita
320 mt.
Dislivello Discesa
400 mt.
CAI (Diff. Escurs.) E
Percorribilità Foot
File (.KMZ)per seguire il cammino

         tracciato azzurro variante per bici

File .kmz
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Le origini di CITTA’ DELLA PIEVE sono ancora oggi sconosciute. Documenti risalenti a subito dopo l’anno 1000 ne indicano il nome in Castrum Plebis S. Gervasi. Dal XIV al XVII secolo il nome viene accorciato a Castrum Plebis e nel 1600 circa il Pontefice Clemente VIII la eleva a città chiamandola Città di Castel della Pieve. Il poggio ove sorge Città della Pieve fu abitato fin dai tempi più remoti; ne sono una prova i tanti reperti rinvenuti nella campagne limitrofe quali urne sepolcrali con figure di gladiatori, vasi cinerari, lapidi e scudi. Molte furono in passato le tombe ritrovate contenenti urne in alabastro . Posta in un contesto paesaggistico di straordinaria bellezza, tra la Valdichiana e il lago Trasimeno, Città della Pieve spicca tra le altre cittadine dell’Umbria per l’utilizzo quasi esclusivo del laterizio invece della pietra calcarea. Già dall’esterno, nella compattezza delle mura, s’impone il rosso intenso dei mattoni, prodotti in quest’area già dagli inizi del XIII secolo. All’interno dell’abitato, la grazia e l’eleganza degli edifici è impreziosita dai dipinti del celebre pittore rinascimentale Pietro Vannucci, detto il Perugino, nato proprio a Città della Pieve. Il celebre pittore, maestro di Raffaello, lasciò, infatti, nel suo borgo natio diverse opere, tra cui lo spettacolare affresco dell’Adorazione dei Magi. Di grande interesse sono anche il Palazzo dei Corgna, con dipinti della metà del XVI secolo, e la cattedrale.
SALCI – Le prime notizie di questo bellissimo borgo risalgono al 1243, anno scelto da Federico II per definire i confini dei possedimenti di Castel della Pieve. La strada per Salci fu realizzata solo nel 1834 (sotto il penultimo duca Pio Camillo I Bonelli) sulla traccia dell’antico percorso. La posizione strategica del minuscolo ducato (tra Città della Pieve ed Orvieto ) e di “cuscinetto” tra due grandi Stati (Granducato di Toscana e Stato Pontificio) ne aveva fatto fin dal medioevo oggetto di aspre contese. Si entra, dunque, a Salci per la porta d’Orvieto, a torre quadrata (con stemma Bonelli in pietra). A destra un edificio merlato e ingresso al percorso di ronda. A sinistra una palazzina, già sede della guarnigione militare salcese e dogana, deposito alimentare e agricolo. Le due corti interne sono separate dalla porta dell’Orologio, sovrastata da un artistico loggiato rinascimentale, detto “degli spiriti”, corridoio aperto, che metteva in comunicazione il palazzo ducale con la chiesa di San Leonardo..
LA VALDICHIANAFabro e Monteleone d’Orvieto sono i due ultimi comuni della lunga e stretta valle del fiume Chiani che inizia nella provincia di Arezzo, attraversa la provincia di Siena e finisce con le due province Umbre di Perugia e Terni. È molto probabile che per Monteleone passasse l’antica Via Cassia oggi sostituita dalla A1, mentre la Via Romea è oggi la SS71. Parrano invece rimane più avanti sui monti alla nostra sinistra. L’edificio del Castello domina l’abitato di Parrano, ed è stato il nucleo attorno a cui si sviluppò il borgo. Costruito in posizione strategica su rovine romane, aveva il ruolo di avvistamento, funzione evidenziata dalle due alte torri merlate a pianta quadrata che sono situate agli estremi della costruzione. Alla base del rilievo su cui si trova il borgo si snoda un labirinto di cavità carsiche, le Tane del Diavolo, dove scorrono acque termali che scaturiscono in una pozza a una temperatura di circa 28 gradi.
BADIA SAN NICOLA—L’Abbazia di S. Nicola, fondata nel 1007, fu riordinata da S. Romualdo; in questo luogo è stato infatti rinvenuto un capitello in marmo bianco con lo stemma della congregazione dei Camaldolesi. Nell’Abbazia nei primi anni del XII secolo rivestì l’abito monacale il Magister Gratiano, il monaco camaldolese, illustre giurista e fondatore del diritto canonico, nato a Ficulle, che Dante colloca nel quarto suo cielo, tra gli spiriti sapienti, in compagnia di sant’Alberto Magno, di san Tommaso d’Aquino e di Pietro Lombardo. l’Abbazia è stata da poco interessata da un recupero conservativo.

Riprendiamo il nostro cammino partendo dal Duomo; ci spostiamo a destra e giriamo a sinistra su via Generale Antonio Verri; 100m e seguiamo a destra via Roma, Porta Orvieto poi via Beato Giacomo Villa; 150m e siamo sulla SS71 dove giriamo a sinistra, 50m e  attraversiamo e giriamo a destra su una carreggiata ghiaiata in discesa che ci porterà nella valle del torrente Chiani. 50m e sottopassiamo la SP308, 350m e al bivio continuiamo a scendere, tenendo la sinistra, per poco meno di 4km, evitando le numerose stradine laterali che portano tutte a ville private. A metà strada merita una visita la chiesetta Madonna degli Angeli. Giunti in fondo la discesa passiamo sotto  due linee ferroviarie,  poi giriamo a sinistra, ripassiamo sotto la ferrovia, giriamo a destra e seguiamo una bella  carreggiata pianeggiante; 2,5km  e giungiamo in prossimità di un bivio e di un ponticello: a destra si potrebbe fare una deviazione per SALCI (4km), un borgo medievale abbandonato, e poi proseguire per Fabro. Se invece giriamo a sinistra, attraversato il ponte, passiamo sotto la linea ferroviaria e seguiamo la strada che attraversa boschi e campi; 3,7km e al bivio andiamo a sinistra; 1km e siamo nel piccolo borgo di Santa Maria, frazione di Momteleone d’Orvieto, all’incrocio ancora con la SS71 che seguiamo a destra per 200m (i ciclisti continuano fino a Fabro Scalo), poi attraversiamo; pochi metri su via dei Biancospini e dovremmo girare a destra su via delle Camelie, ma il percorso non è attualmente praticabile per l’abbandono in cui si trova, per cui continuiamo per  100m  poi giriamo a destra su via delle Querce; 300m in salita, poi giriamo di nuovo a destra su una stradina che passa dietro ad uno stabile poi scende (300m) nella valle diventando sentiero; in fondo giriamo a sinistra e riprendiamo  il tracciato attrezzato a parco artistico e arriviamo a FABRO SCALO (1,5km). Qui possiamo salire a Fabro capoluogo (interessante il castello, oggi sede comunale), girando a destra, seguendo la strada che porta all’autostrada; invece girando a sinistra possiamo salire al villaggio rocca di Carnaiola: suggestivo il centro nel suo insieme, molto bello il palazzo dei Conti Marsciano. Dopo una sosta il  nostro cammino riprende a Fabro Scalo da piazzale Carlo levi; prendiamo a destra  via del Ponte; 500m passiamo sotto la rocca di Carnaiola e all’incrocio continuiamo sulla SP.52 per Parrano, che però lasciamo dopo circa 700m per  girare a destra e attraversare il torrente Chiani.  300m e al bivio (i ciclisti continuano a destra per 1km, attraversano la SS71; 1,5km e arrivano alla ferrovia, dove girano a sinistra e iniziano la lunga salita di 3kn per giungere a Ficulle) giriamo a sinistra e  camminiamo per 1,5km su una bella carrareccia  che attraversa prima  campi lavorati, poi in foresta;  ritorniamo sul torrente Chiani davanti ad un ponte che lo attraversa. Noi giriamo a destra, seguiamo l’argine destro per 200m, poi tagliamo una bella radura per 300m. La strada ora segue il limitare del bosco e in 1km arriviamo ad un secondo ponte dove ancora giriamo a destra e procediamo per un altro chilometro, senza mai deviare nelle stradine che incontriamo a destra e a sinistra.  Arriviamo all’incrocio con la strada che scende da Olevole (frazione di Ficulle)  e noi continuiamo diritti seguendo l’indicazione “Badia San Nicola”. 400m e teniamo la destra all’incrocio, 900m e siamo ad un bivio: la Badia San Nicola si trova a   250m a sinistra:  poco più avanti, dopo una breve discesa, un bel fontanile con acqua fresca; a destra invece inizia una bella salita (800m) in mezzo al bosco, poi 200m in un oliveto e arriviamo  su via Monte, la strada che sale da Olevole: Giriamo a sinistra, 700m e ci ritroviamo ancora sulla SS71, quindi attenzione al traffico, che però in parte possiamo evitare prendendo in successione via San Cristoforo a destra,  via del Frantoio a sinistra , via Nuova a destra; arriviamo all’incrocio con via Molino, a destra, proseguiamo per 100m sulla 71, prendiamo a sinistra via Cola di Rienzo  e saliamo al centro di  Ficulle.

vedi Guida di Simone Frignani


In grassetto le strutture da noi già utilizzate
In rosso le strutture convenzionate (con Credenziale*)
(*) i prezzi potrebbero cambiare per situazioni particolari: si prega di prenotare per tempo e chiedere conferma

Come arrivare

Da aeroporto (ROMA CIAMPINO, ROMA FIUMICINO) a Stazione FS Roma/Termini TRENO – (www.trenitalia.com) Stazione FS Roma – Stazione FS Chiusi / Stazione FS Castiglione del Lago BUS/TRENI LOCALI – linea bus (www.umbriamobilita.it/public/resources/linee//E109.pdf) Castiglione del Lago – Città della Pieve; (www.umbriamobilita.it/public/resources/linee//E014.pdf) Chiusi – Città della Pieve

Dove mangiare

  PIATTI TIPICI = Inorvieto PIATTI TIPICI = Tipicamenteumbria PIATTI TIPICI = Umbriaonline
Conad Largo Della Vittoria,5 – 06062 CITTA’ DELLA PIEVE-PG
Trattoria Mennula Piazzale della Stazione, 2 – 05015 FABRO-TR 0763-832493 / 320-9740601 / 329-2089802 cirobaiardi@libero.it
Pizzeria Ristorante LE FONTANE Strada Fontane, 2 – 05016 FICULLE-TR 0763-86512 / 340-8512245
Circolo Ricreativo Il Vecchio Frantoio Via Botanica 21  – Loc. Fosso Colonna – 05017 MONTELEONE D’ORVIETO-TR 0763-835278 / 342 3958273 info@circolovecchiofrantoio.it www.circolovecchiofrantoio.it

Dove dormire

Bike Service

Ippovia-Servizio

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