Sabato 29 Settembre, al Festival del Medioevo di Gubbio, sarà presentata la VIA ROMEA GERMANICA dal nostro storico Giovanni Caselli. Un evento importante, grazie anche ai buoni uffici di Sviluppumbria (Regione Umbria). 
Per informazioni:
ufficiostampa@festivaldelmedioevo.it
SitiWeb:
www.festivaldelmedioevo.it

PROGRAMMA

 

Barbari. La scoperta degli altri
Il programma del Festival del Medioevo

Gubbio, 26-30 settembre 2018

Le grandi migrazioni, la difesa dei confini, l’identità degli individui e dei popoli. E gli altri, quelli diversi da noi, che parlano lingue oscure e appaiono come nemici. Diversi, lontani e misteriosi, mescolati dalle guerre e dai commerci e catapultati all’improvviso in mondi sconosciuti.
Come ogni anno, il Festival del Medioevo incrocia le grandi questioni del mondo contemporaneo.

Barbari. La scoperta degli altri è il tema della quarta edizione. Un viaggio tra i popoli e gli individui. In mezzo ai “forestieri” e intorno ai confini, le convenzioni della storia e della geografia: segni che indicano un limite comune. Qualcosa che separa ma allo stesso tempo può anche unire. E che costruisce l’alterità e l’identità, l’amico e lo straniero, l’estraneo e il diverso. Una parola che contiene in sé l’idea di un territorio definito, di una separazione. Ma indica anche una meta da raggiungere o un obiettivo da superare.

In pochi anni il Festival del Medioevo è diventata la più importante manifestazione nazionale di divulgazione storica intorno ai secoli della cosiddetta Età di Mezzo. L’appuntamento annuale a Gubbio è insieme colto e popolare. Propone più di cento eventi. Oltre duecento i protagonisti: storici, scrittori, artisti, architetti, scienziati e giornalisti (l’elenco è consultabile su http://www.festivaldelmedioevo.it/portal/protagonisti/).

Il Festival è unico anche nella formula: lontano da feste medievali e rievocazioni, è un incontro a ingresso libero che mette in contatto il mondo accademico e la vasta platea degli appassionati in cinque giorni densi di appuntamenti culturali, mostre, esibizioni e spettacoli. Una lente sul passato per capire meglio l’età presente. E per provare a vedere con occhi nuovi un’età vilipesa, spesso raccontata attraverso facili stereotipi, frasi fatte e incredibili luoghi comuni.

Eppure quei mille e più anni che definiamo in modo convenzionale Medioevo, sono stati il crogiolo della nostra civiltà. Dieci secoli in cui sono nate le lingue d’Europa, le nazioni, le banche e le università. Si sono sviluppate le esplorazioni oceaniche e le prime sperimentazioni meccaniche. Un’età di innovazioni continue e di scoperte scientifiche: la ruota idraulica, il mulino a vento, la staffa, la bussola, la carriola, gli orologi meccanici, le prime armi da fuoco, la forchetta, la pasta, il salame, i bottoni, gli occhiali, la stampa a caratteri mobili, la camera oscura, l’algoritmo, la carta e la partita doppia, i numeri arabi e il nome delle note musicali.

Le scoperte dell’Età di Mezzo hanno cambiato il mondo. Lo ha spiegato bene Umberto Eco: “Il Medioevo inventa tutte le cose con cui stiamo ancora facendo i conti, le banche e la cambiale, l’organizzazione del latifondo, la struttura dell’amministrazione e della politica comunale, le lotte di classe e il pauperismo, la diatriba tra Stato e Chiesa, l’università, il terrorismo mistico, il processo indiziario, l’ospedale e il vescovado, persino l’organizzazione turistica: sostituite le Maldive con Gerusalemme e avete tutto, compresa la guida Michelin”.